J.J. Froberger – Book of 1656: Toccate, Ricercari, Capricci & Suites

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LIBRO QUARTO di Toccate, Ricercari, Capricci, Allemande, Gigue, Courante, Sarabande – Vienna L’Anno 1656 from Vienna’s manuscript MUS.HS 18707 preserved in the “Österreichische Nationalbibliothek”

I tre manoscritti datati 1649, 1656 e 1658 conservati nella Biblioteca nazionale di Vienna sono considerati le uniche opere autografe per tastiera di Johann Jakob Froberger. Non sappiamo esattamente per quali tipi di strumento avesse pensato le sue composizioni Froberger. Nel diciassettesimo secolo non era mai specificato lo strumento da tasto e poteva essere indifferentemente organo, spinetta, clavicordo o clavicembalo. Nell’opera tastieristica di Froberger sono da considerarsi ad uso esclusivamente organistico le toccate 5 e 6 (segnate come da sonarsi alla Levatione) del libro del 1649 e la toccata 5 del libro del 1656, (scritta nel medesimo stile). Studiando ed osservando l’opera il primo dei problemi che mi sono posto è stato quello relativo all’estensione della tastiera e di conseguenza alla scelta degli strumenti. Ma quello che balza subito agli occhi è che la tradizionale tastiera con ottava corta spesso non sarebbe stata sufficiente. Si trovano composizioni con fa diesis e sol diesis al grave, fatto non insolito per l’epoca,ma che richiedevano che la tastiera contenesse la prima ottava con tasti spezzati; tuttavia a quel tempo erano davvero pochi gli strumenti di questo genere. Oppure che Froberger avesse pensato ad un organo di 12 piedi con l’ottava grave che parte dal Fa-1. Questa soluzione probabilmente è quella più convincente e più ovvia, considerando anche che l’estensione in acuto nelle composizioni di Froberger non supera mai il la4. I brani organistici di questo libro, 1656, sono stati registrati all’organo di 8 piedi con ottava corta di Bartolomeo Ravani (1660), nella chiesa di S. Micheletto a Lucca. Le altre composizioni, come anche le 6 Suites, sono state registrate con il clavicembalo. In particolare nelle Suites l’uso dell’ottava corta è quasi sempre necessario, in quanto spesso la mano sinistra deve suonare contemporaneamente distanze di intervalli di decima, come re1-fa#2, o mi1-sol#2 e addirittura di duodecima re1-la2. Molti musicisti, per la musica di Froberger, nelle proprie esecuzioni utilizzano un grande clavicembalo francese che, per i motivi di estensione spiegati sopra, si rivela una scelta errata e scomoda. Non avendo a disposizione un clavicembalo francese con ottava corta, strumento che Froberger probabilmente non possedeva, è stato utilizzato un clavicembalo italiano, copia di anonimo del 17° secolo, adoperato anche per altri brani di Froberger, per rendere la registrazione più varia, destinando all’organo i brani che per caratteristiche si addicono maggiormente a questo strumento. Secondo quanto poi emerso durante l’incisione, non è neppure escluso che per le Suites Froberger abbia pensato ad uno strumento italiano, che si inserisce perfettamente nel contesto dell’esecuzione dell’intero libro. A differenza di tutte le altre registrazioni fino ad oggi pubblicate ed ascoltate, quelle che presento io si riferiscono direttamente ai 3 manoscritti, trascritti in notazione moderna dalle copie in microfilm dell’originale, senza alcuna influenza di revisori ed editori. Tranne alcuni casi di evidenti errori grossolani di scrittura, l’esecuzione è fedele al testo originale.

DATA DI REGISTRAZIONE – Organo: Chiesa di S. Micheletto (Lucca) 1 luglio 2014 – Cembalo: Pieve S. Stefano (Lucca) 24-28 agosto 2014

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